Dolce attesa x 2! – 1° parte

Emozioni in gravidanza

La gravidanza è la fusione perfetta e profonda di due entità: la madre e il suo bambino. Per tutta la durata dei 9 mesi sembra sia stato dimostrato impossibile per la mamma tenere qualcosa nascosto al suo piccolo. 

Segreti a parte, i nostri bambini immersi nella vita intrauterina sentono e sanno più di quello che pensiamo e sembra ci sia una stretta correlazione anche tra i nostri stati emotivi e lo sviluppo della loro personalità.

“Nutrire” il bambino che deve ancora nascere va ben oltre il prestare attenzione all’ alimentazione. Nutrire è l’atto materno più simbolico e affascinante: rinunciamo a determinati alimenti, alla nicotina e all’alcol per rendere il nostro corpo sicuro e gradevole. Ma se lui è in grado di “ascoltarci”, cosa possiamo fare con i pensieri, le emozioni e i nostri stati d’animo?

Non c’è un metodo, ma è certamente nostro il compito di gestire pensieri ed emozioni che ci mettono alla prova: rabbia e paura se sostenute nel tempo compromettono lo sviluppo del bambino, le tensioni emotive impattano sul feto e “spaventano” il suo sistema nervoso in via di sviluppo. L’agitazione materna abitua il piccolo a sentirsi stressato riconoscendo tale emozione come uno stato d’animo “normale” che normale in realtà non è.

I programmi di arricchimento prenatale testati in gruppi sperimentali (esposizione alla musica, canto, voci, danza, esercizio fisico) hanno confermato che i bimbi nel pancione sono attenti, consapevoli e imparano dall’esperienza. Anche quella della madre!

Ed è qui che le emozioni positive favoriscono la loro salute preparandogli il terreno per una sana e felice esistenza! Uno stato mentale positivo induce la produzione di sostanze chimiche come le endorfine (sono simili ad alcune sostanze oppiacee per intenderci) che svolgono un’azione benefica per la psiche.

Lo Yoga è la scienza che prepara il corpo a generarle non solo uno stretching sofisticato, ma uno strumento che crea “il legame” magico e indistruttibile attraverso la conoscenza e l’accettazione dei cambiamenti del corpo e la produzione di stati di calma, armonia e fiducia che vengono poi veicolati al nostro ospite già dallo stato di embrione.

Noi, mamme, avremo sempre durante il percorso momenti di sconforto o bassa energia, ma possiamo riconoscere queste emozioni, farci travolgere se necessario e consapevolmente tornare ad uno stato sereno comunicando al nostro bambino che va tutto bene e la mamma ora sta meglio. Rendiamo partecipi e rassicuriamo i nostri bambini perché se loro non sanno cosa sta succedendo fuori, noi si.

Nel prossimo post ti snocciolerò alcuni utilissimi consigli!

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