C’è chi perde le gambe e ancora ringrazia

Mio papà è sempre stato un super appassionato di macchine da corsa.

Quando la Ferrari correva era sempre una gran festa in casa e la tv rimaneva sintonizzata per l’intero weekend su tutti gli “speciali” inerenti all’argomento.

Quella domenica, era il 15 settembre 2001, gara di formula Cart sul circuito di Lausitzring in Germania; io avevo 13 anni.

Mio papà mi raccontava sempre che aveva conosciuto Alex Zanardi di persona quando lavorava anche lui nell’ ambiente. Dai suoi racconti sembrava una persona molto umile.

Quella stessa domenica Alex Zanardi a causa di un incidente in pista perse entrambe le gambe.

[…]

Sopravvissuto contro ogni previsione medica, dopo sette arresti cardiaci, quindici interventi e l’uso di protesi al posto delle gambe.

La vita aveva in serbo per lui qualcosa di grande responsabilità: essere un esempio, una fonte di ispirazione per molti.

E lui lo ha capito.

Alex non perde mai il sorriso e la sua grinta; malgrado la disabilità ha continuato con l’automobilismo ed è diventato un campione mondiale conquistando diverse medaglie d’oro nelle competizioni di Handbike ai giochi Paralimpici.

Nella gara di Cervia ha superato il suo stesso record arrivando quinto in assoluto su 3.000 concorrenti normodotati chiudendo in 8 ore 26 minuti la gara che mette insieme 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42,2 km di corsa …una prova massacrante che porta il fisico allo stremo delle forze.

 

Com’ è possibile che uno sportivo, una persona che vive in piena armonia con il suo corpo, perda così violentemente la possibilità di muoversi, camminare, gareggiare e nonostante ciò riesca ad essere felice?

Allora forse non è vero che nostri stati d’animo sono il riflesso di ciò che ci accade! Allora esiste la possibilità di influenzare i nostri stati d’animo ed essere centrati, felici, appagati anche in mezzo alle difficoltà.

Se reputi una benedizione quella che molti definirebbero una tragedia credo che il livello di consapevolezza raggiunto sia tale per cui non è l’evento la cosa importante, ma cosa quell’evento ti ha portato: migliorare per te stesso, essere un punto di riferimento per gli altri e poter cavalcare la vita con ciò che ti è rimasto.

 

Cerco una giustificazione a fatti come questo. Ma sarò sincera: non ne trovo. E allora provo a mettere in campo la fede e credere che dove la vita ci toglie, la vita stessa ci sta dando.

Ci da la possibilità di essere persone migliori, anche se con qualcosa in meno.

 

Gli occhi di un campione vedono quel giorno come  “la più grande opportunità della sua vita” perché a vincere “con le gambe” è roba per tutti…

Caro Alex, ti conosco solo tramite la tv e qualche racconto di papà ma è sufficiente cosi… GRAZIE!

PS: “Non rischio più di buscarmi un raffreddore camminando scalzo!”

 

 

Condividi!!!