Cantando la dolce attesa

“Il segreto del canto risiede tra la vibrazione  della voce di chi canta e

 il battito del cuore di chi ascolta.”

Khalil Gibran

 

Esiste un legame psichico naturale tra la madre e il figlio nel grembo a un livello istintivo molto profondo. Vi è quindi un canale aperto di cui la madre può essere più cosciente se focalizza l’attenzione all’interno di se stessa. Il legame emotivo-affettivo tra la madre e il feto ha, infatti, come punto di partenza il concetto di ascolto. Per la mamma è di fondamentale importanza essere in ascolto del proprio corpo per ascoltare il feto. Essere in ascolto significa essere in un rapporto con se stesse, è scoprire qualcosa nel profondo del corpo ma anche nell’animo, per individuare le fasi della trasformazione che si attraversano durante la gravidanza. Praticare yoga in gravidanza permette alla donna di sperimentare l’ascolto profondo del proprio corpo e del proprio respiro.

Una madre capace di ascoltare profondamente sarà in grado di cogliere i messaggi vibrazionali che il feto gli manda e sentirà il bisogno di entrare in connessione con lui. Si instaurerà così un legame emotivo profondo ed un’intesa affettiva.

Inizialmente i suoni e la voce della mamma vengono trasmessi al feto sotto forma di vibrazioni che si propagano nel liquido amniotico e vengono percepiti dai recettori del tatto. La pelle risuona sotto l’effetto del suono e il bimbo percepisce una carezza vibratoria.

Vibrando nel cavo orale e nella gola la voce compie un vero e proprio massaggio, scende nel corpo interiormente, fino a raggiungere il feto, sotto forma di massaggio vibrazionale.

Non  è importante se l’intonazione non è perfetta, l’importante è superare il blocco che molte donne hanno di fronte all’occasione di udire la propria voce. La ricerca e la presa di coscienza del proprio suono passa attraverso il 5° chakra, sede di espressione e creatività legate alle emozioni. Il canto permette infatti di incanalare energia ed emozioni, di conoscersi meglio  e di riscoprire se stesse ritrovando fiducia e sicurezza.

Dalla 8° settimana di gestazione il feto possiede un orecchio, che diventa funzionante verso la 18° settimana e dunque inizia a sentire i suoni interni, percepisce il battito cardiaco e il ritmo respiratorio della mamma. Dalla 24° settimana il nascituro è in grado di ascoltare stimoli uditivi esterni al corpo materno, come la voce della madre e la musica.

Ecco che dunque il canto può divenire uno strumento per mettersi in contatto con il proprio bambino. Il bambino nella pancia è sempre in costante comunicazione con noi, basta solo ascoltarlo con attenzione.

È consigliato dunque praticare, cantare, ascoltare musica, leggere al proprio bambino fin dai primi mesi di gravidanza. La stessa voce della madre, poi, sarà quella che farà sentire al sicuro il bambino quando sarà nato.

Le sequenze sonore della voce materna e della musica, memorizzate nell’utero e riascoltate dopo la nascita costituiranno un legame di continuità del neonato con la madre. Una volta nato il piccolo può essere nutrito anche dalla voce e dalla musica oltre che dagli abbracci e dalle carezze. Nella fase prenatale corpo e suono erano un tutt’uno, un’unica vibrazione. La voce materna, parlata o cantata e la musica udita nel grembo materno saranno il sostituto del contatto con l’involucro uterino. Attraverso le vibrazioni del suono, il piccolo rivivrà le stesse sensazioni ed emozioni del vissuto fetale con il coinvolgimento anche del corpo: si riattiveranno i vissuti fissati sulle strutture epidermiche. Sarebbe utile se le vocalizzazioni e la respirazione vibrata cominciassero intorno alla 10° settimana di gravidanza e continuassero fino al momento del parto.

Nell’ultimo mese di gravidanza l’utero inizia ad attivarsi secondo una modalità profondamente ritmica e ciò prepara l’incontro che avverrà tra la mamma e il bambino.

I bambini non ancora nati, sono sensibili, coscienti; imparano, sognano, sono comunicativi e intelligenti per questo diviene di fondamentale importanza parlare e stimolare i bambini già dal grembo e renderli partecipi, non dimentichiamo che i bambini avranno un ruolo attivo anche durante il travaglio!

 

Articolo di Egle B.

 

Per approfondire:

  • Massara F. (2006), “Il grembo Armonico”, Anemos
  • F. Leboyer, (1995), “Il respiro del canto”, Red Edizioni
  • F. Leboyer, (2004), “Canto e respirazione energetica”, Red Edizioni
  • F. Leboyer,(1974), “Per una nascita senza violenza”, Bompiani

 

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